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Nei tristi anni dello schiavismo, Salvador da Bahia è stata usata come porto principale per la tratta degli schiavi in Sud America.
Oggi a Salvador, gli afro brasiliani rappresentano circa l'80% della popolazione. Di fatto gli africani, forzatamente portati in Brasile, hanno mantenuto per secoli i loro costumi, la musica, il cibo e la religione, e sono proprio tutti questi fattori che oggi rendono Salvador unica ed affascinante, è proprio la cultura afro brasiliana che dà alla città quella magica atmosfera esotica che si presenta davanti agli occhi di chiunque la visita.
Per comprendere meglio la cultura afro brasiliana, la prima tappa non può che essere un luogo di culto (“terriero”) del Candomblé. Il Candomblé è il culto religioso che meglio rappresenta il sincretismo brasiliano, mescolando rituali africani a culti cristiani. Agli schiavi africani era proibito adorare i propri dei ed erano costretti a convertirsi al cattolicesimo. Cominciarono allora a adorare i propri gli Orixás, i dei rappresentanti delle forze della natura, associandoli ai santi cattolici. Riuscirono così a mantenere la propria religione, sfuggendo ai severi controlli dei coloni.
Un’esibizione di Capoeira è un’altra tappa fondamentale per conoscere la cultura afro brasiliana. La Capoeira è una sorta di arte marziale nata a Bahia all’epoca della schiavitù. Nelle piantagioni gli schiavi si esercitavano preparandosi alla fuga, e mascheravano la lotta come se fosse una sorta di ballo. Gli schiavi che riuscivano a fuggire dalle stesse dalle piantagioni, il più delle volte con le mani legate, svilupparono una incredibile abilità nella lotta acrobatica con i soli piedi. Col passare del tempo la Capoeira è diventata il simbolo della liberazione degli schiavi, oggi assistere ad un’esibizione di Capoeira è qualcosa di indimenticabile. Il tutto avviene al ritmo del Berimbau, uno strumento che assomiglia ad un arco. I capoeristi si muovono con passo danzante, mostrando doti fuori dal comune di acrobazia, flessibilità ed equilibrio. L’esibizione ricalca le varie fasi di una lotta, con calci attacchi e difese, nessun contatto fisico avviene, ma gli “avversari” si trovano a pochi centimetri uno dall’altro ed il tutto rende incredibilmente spettacolare ed avvincente le varie fasi della lotta/danza.
Degustare la cucina locale è un’altra tappa per comprendere la cultura afro brasiliana. I piatti della cucina baiana sono una mistura di sapori, spezie ed odori, con forti influenze dei coloni europei, degli indigeni locali e soprattutto degli schiavi africani. Diversi piatti baiani contengono sono a base di frutti di mare, latte di cocco, banane etc. Uno dei piatti più famosi forse è la "Moqueca", un misto di gamberetti, pesce e altri frutti di mare, cocco, aglio, cipolle, prezzemolo, pepe, concentrato di pomodoro e olio di dendè. Il tutto fatto rosolare a fuoco lento e servito con riso. Una vera leccornia!
L'ultima tappa del tour potrebbe essere un incontro con i membri di Ilê Aiyê. Si tratta di uno dei gruppi coinvolti nella promozione della parità tra razze, l'autostima, l'orgoglio dei discendenti africani. Ilê Aiyê partecipa anche al famoso Carnevale di Bahia con ottimi musicisti e interpreti. Per anni, i negri non erano ammessi a partecipare alla celebrazione del Carnevale, ma oggi Ilê Aiyê è uno dei gruppi favoriti dagli amanti del Carnevale di Salvador da Bahia.
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